
Si è svolta lunedì 13 aprile, nella prestigiosa cornice dell’Auditorium di San Barnaba a Brescia, la seconda edizione del Premio nazionale “Leonessa d’Italia”, promosso dalla rete antimafia bresciana per valorizzare persone e istituzioni impegnate nella diffusione della cultura della legalità e dell’impegno civile.
Ad aprire la cerimonia è stato il presidente della rete, Mario Belsito, che ha richiamato i valori fondanti dell’iniziativa, sottolineando come il riconoscimento voglia premiare esempi concreti di responsabilità civica. Significativa la scelta di affidare la consegna dei premi agli studenti delle scuole cittadine, simbolo di un passaggio di testimone tra generazioni nella difesa del bene comune.
A portare i saluti istituzionali è intervenuto il consigliere comunale alla sicurezza Luca Pomarici, in rappresentanza del Sindaco di Brescia. L’auditorium, gremito di autorità, studenti, cittadini e rappresentanti delle forze dell’ordine, ha fatto da cornice a una cerimonia intensa e partecipata.
Tra i premiati, in ordine alfabetico, il giornalista Stefano Baudino, autore di un lavoro di ricostruzione sui rapporti tra Stato e mafia negli ultimi trent’anni; Francesca Bombarito, in memoria del fratello Giuseppe, vittima della mafia; e un testimone di giustizia, costretto a vivere sotto protezione dopo aver denunciato gravi irregolarità, la cui testimonianza ha profondamente colpito il pubblico.
Particolarmente significativo il riconoscimento attribuito all’IIS “Enzo Ferrari” di Susa, indicato come modello educativo per l’impegno nella diffusione della cultura antimafia. L’istituto si distingue per aver promosso percorsi didattici innovativi, tra cui il progetto “La baita di Paolo”, ispirato all’esperienza della casa dedicata a Paolo Borsellino a Palermo, che offre supporto e opportunità di crescita ai giovani del territorio.
Come sottolineato dalla Dirigente scolastica Anna Giaccone, il progetto nasce da una forte collaborazione con esponenti dell’antimafia e dalla volontà di portare lo studio della storia contemporanea fino ai giorni nostri. In questo percorso, un ruolo centrale è svolto dal testo “L’Agenda Rossa” di Salvatore Borsellino, arricchito dalle opere del maestro Gaetano Porcasi, che consente agli studenti di approfondire le vicende più drammatiche della storia recente del Paese.
La cerimonia ha visto inoltre la premiazione dell’ex magistrato ed europarlamentare Luigi de Magistris, per il suo impegno nella promozione della legalità e della trasparenza; di Marisa Garofalo, per l’opera di testimonianza e memoria della sorella Lea, vittima della mafia; e dello stesso Gaetano Porcasi, riconosciuto come uno dei principali interpreti artistici dell’antimafia.
Al termine delle premiazioni, un ampio e partecipato dibattito ha coinvolto pubblico e ospiti, seguito dalla visita alla mostra delle opere di Porcasi, allestita per l’occasione.
L’evento si è così confermato non solo come momento celebrativo, ma come occasione di riflessione e rilancio dell’impegno educativo e civile, con i giovani al centro di un percorso di consapevolezza e responsabilità.
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